Io e il trail

By , 16 febbraio, 2010, No Comment
Trincheri Rensen

Lorenzo Trincheri durante una gara di trail (Rensen)

Un amore a prima vista. Quello tra Lorenzo Trincheri e il trail, il “correre fuoristrada”: sullo sterrato, su e giù per le colline, nei boschi, su sentieri e mulattiere. Non l’ha scoperto da giovane, ma se n’è subito innamorato. Nei dintorni di Dolcedo e dell’entroterra imperiese c’è chi racconta di aver visto inerpicarsi come fosse un camoscio…
Ecco come Lorenzo descrive il trail, la sua grande passione.
“Chissà perchè a noi, popolo di podisti, più un’impresa è ardua e più piace?! La fatica è l’emblema delle corse di resistenza, ma noi cerchiamo quella pura, non ci nascondiamo dall’affrontare sentieri e stradine ricche di saliscendi, ostacoli naturali, fondamentale è che all’arrivo si abbia la consapevolezza di aver fatto qualcosa per noi di grande, difficile, impegnativo, ma da ricordare fino alla prossima edizione. Correre vuol dire intraprendere una sfida con noi stessi, cercare quotidianamente di superarsi e scoprire i propri limiti: e allora perchè non cercare un’avventura più eccitante ? Per noi che facciamo parte di questo popolo di masochisti, ecco allora la nuova sfida mossa dall’alto, più precisamente dalla montagna. Non c’è terreno migliore per gustarsi fino in fondo il vero piacere della corsa, distrarsi dalle apprensioni e dai nervosismi quotidiani e sentirsi liberi di correre su percorsi incontaminati, che ci portano indietro di anni, magari quando eravamo bambini. L’avventura da portare a termine è molto insidiosa e ciò rende più emozionante l’evento sportivo: l’arrivo si presenta come una meta dal sapore d’impresa eroica, in montagna si ha l’occasione di rilassarsi e ricaricare le batterie a livello psicofisico, scoprendo che, oltre ai rumori e alle corse contro il tempo delle varie mezze maratone e maratone su strada, c’è un altro mondo, forse più genuino e migliore. Quante volte durante gli allenamenti si cambiano volentieri i solti giri per fare una variante su sentieri o strade sterrate. Questo mi accade spontaneamente. Sono convinto che ciò nasca dall’esigenza di evadere dalla consuetudine per affidarsi al fascino del mondo off road. Il trail per me non è solo sport, ma anche un viaggio alla riscoperta di tracciati abbandonati, un viaggio che permette di soffermarsi sulla storia, sulle leggende e sopratutto sulla vita del passato. Questa disciplina inoltre mi ha sempre offerto occasioni di incontro con persone semplici, che magari anche ingenuamente credono ancora nei valori dello sport vero! Fatto solo di sudore e fatica”.